Corsia d’emergenza

23 08 2009

Rientro di anime salve dall’estiva redenzione solare, come da copione previsto. Code di rospo in saltellanti autostrade.

Calura spiovente su tapirulan d’asfalto trasportanti accaldati villeggianti, che dal liquido riposo rincasano chiavinmano.

Colonne d’erculei trafficanti di sogni fanno rotta su mezzi rotti, interamente cotti e internamente sfatti. Internamento di matti.

Polizieschi figuri assicurano che la via sia libera; liberatoria d’assicurazione su polizza.

Condizionamento di arie per facilitare l’opera; ventilatori teatranti in sala operatoria.

Fuggi fuggi generale dalla rena al casermone; castelli di sabbia inseguono medievali viandanti agostani, fin sulla soglia, mangiando la foglia. Sazietà vegetariana di una pianta carnivora.

Nel rientro della massa, fa rumore la notizia del volume che s’abbassa. Isterismo da (tele)comando dei vigili urbani.

Ripopolamento dei Comuni, per il rientro dei privati. L’uomo torna a casa, affondando ancora lame nei malati.

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‘A rena

19 08 2009

Sole a picco sullo scoglio. Patelle che si spintonano per la conquista del territorio.
La guerra non ha confini evolutivi.

Castelli di sabbia torreggiano su bambini che scavano nella rena.
Lavoro minorile per l’erosione delle coste.

Pattuglie di vùcumprà vegliano sugli allori; flotte di natanti a pedali sorvegliano i pedanti natali.
Come porti i capelli bella ronda, con la fionda in mezzo ai man.

Afferra agosto, perle, palle e state al mare.
Tutti in spiaggia a mostrar l’errante andare.

Sole, creme ed ombrellini, mamme arrosto e babbi pelati.
Come sceme al forno coi bambini, in questo agosto da malati.

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Stop&Go

18 08 2009

Temporeggiamento per il piacere della mente, solletico sulle tempie: chi ha tempie non aspetti tempie.

Cumuli di neve sopra cumuli di spazzatura sopra cumuli di cumuli accumulati; tutto questo accumulamento mi pesa.

E’ venuta l’ora di sguinzagliare i supereroi tra gli idiotitotali, come cani al parco in cerca di un buco per cagare. Su per gli eroi!

E’ venuta l’ora, l’ho vista coi miei occhi; è venuta col sorriso.

Rivoluzione è rivelazione, trivellazione, tribolazione, fatica messa in tasca col pretesto della buona azione.

Il buon senso non ha senso, se solleva una nube di dissenso.

Ma c’è più gusto.

E’ il momento di guardarsi intorno, perché ancora non è finita.

Avventure lunghe un giorno, tratte da una storia lunga una vita.

Poi non venite a dirmi che non ve l’avevo detto.

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Spine

16 08 2009

Dal buio una sagoma veloce attraversa il bianco fascio di luce di due fari gemelli.

“Stupide nutrie! Stupide, sporche ed antipatiche!” – borbottìo di riccio che rovista tra le foglie.

“Solo i buchi sanno fare; buchi, buchi, buchi, sempre buchi.” – stizza di riccio che sbuca dalla foresta.

“Stupide nutrie! Non sanno nemmeno attraversare la strada senza farsi schiacc…” – silenzio di riccio.

Nel buio una sagoma immobile sosta sulla nera striscia d’asfalto.
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“…meeerda, una spina nella zampa!” – imprecazione di riccio che zoppica verso la foresta.

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