Nuovo libro in arrivo

16 12 2009

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Cosa succede se l’inizio si rivela essere la fine, se la fine è solo l’inizio, se tutto il mondo che credevi essere vero si dimostra una mera scenografia di un teatro in cui sei l’unico attore di una commedia tragicomica chiamata vita, in cui anche la morte sembra essere una finzione?

Cosa succede quando il tuo mondo grigio fatto di traffico, strisce pedonali, pubblicità e televisioni che dettano le regole di un’esistenza fatta di certezze, viene attraversato dal sospetto che forse tutto esiste solo dentro di te, e che forse tu non esisti davvero in questo mondo?

La storia quasi vera di un uomo qualunque in una qualunque città senza tempo, che si ritrova a vagare nelle proprie psicosi, fobie e visionari sospetti, isolato in un mondo interiore il cui unico colore è il biondo dei capelli di una sconosciuta, unica vera interlocutrice di un’esistenza silenziosa, che condurrà all’urgenza di rovesciare il corso di una vita mai vissuta veramente, tingendo la logica di allucinazioni colorate, capaci di tracciare il percorso che scivola verso una fine che sa di inizio, un inizio che sembra fine, riportando tutto a zero.





Corsia d’emergenza

23 08 2009

Rientro di anime salve dall’estiva redenzione solare, come da copione previsto. Code di rospo in saltellanti autostrade.

Calura spiovente su tapirulan d’asfalto trasportanti accaldati villeggianti, che dal liquido riposo rincasano chiavinmano.

Colonne d’erculei trafficanti di sogni fanno rotta su mezzi rotti, interamente cotti e internamente sfatti. Internamento di matti.

Polizieschi figuri assicurano che la via sia libera; liberatoria d’assicurazione su polizza.

Condizionamento di arie per facilitare l’opera; ventilatori teatranti in sala operatoria.

Fuggi fuggi generale dalla rena al casermone; castelli di sabbia inseguono medievali viandanti agostani, fin sulla soglia, mangiando la foglia. Sazietà vegetariana di una pianta carnivora.

Nel rientro della massa, fa rumore la notizia del volume che s’abbassa. Isterismo da (tele)comando dei vigili urbani.

Ripopolamento dei Comuni, per il rientro dei privati. L’uomo torna a casa, affondando ancora lame nei malati.

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News dall’”aldilà”

15 05 2009

Alla faccia di quella fetta di mondo che ancora crede che internet sia “virtuale” e divisibile dal “reale”, che questo è un mondo, ma quell’altro è tutta un’altra cosa, che qui devo essere io, ma che di là posso essere chi voglio, che se qui faccio una cazzata, di là non conta; alla faccia di chi ha bisogno di un nickname per potersi sentire libero di dire ciò che pensa, e che a computer spento torna ad essere il sé stesso “normale”; alla faccia di chi non ha ancora capito che la rete è un’estensione del mondo tastabile, che se da qui faccio una pisciata abbastanza lunga posso arrivare alla punta delle scarpe di te che stai di là…

Alla faccia di quella fetta di mondo, il sig.Finanza Guardia ha sporto denuncia contro un’incauta utente di Emmessenne, che credeva di poter fingere di essere qualcun altro; - tanto è “virtuale” -

A tal proposito, suggerisco a tutti i miei commentatori (ben accetti, ben voluti, ben harper) di non firmarsi impropriamente con nomi reali altrui, nonché nickname, indirizzi e-mail, codici fiscali e tessere della coop di altri individui. Rimane libertà totale sul contenuto dei commenti, ma la vostra liberà è proporzionale al mio potere di censura (che preferirei non esercitare); ma siete pur sempre “in casa mia”…

Profusione smodata di saluti per tutti!

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Punto di non ritorno

17 02 2009

Diciassette febbraio duemilanove: Feisbuc è la sesta nazione al mondo per popolazione. Centosettantacinque milioni di persone ne fanno parte.

Primo gennaio duemiladieci: Feisbuc viene riconosciuto ufficialmente come stato autonomo, con una propria lingua fatta di emoticon, con una propria bandiera, inno nazionale, religione.

Agosto duemiladieci: la popolazione di Feisbuc supera quota un miliardo. La questione dello smaltimento di Spam diventa problematica; si ipotizza di farne ecoballe da spedire a Maispeis con treni speciali. I Forum protestano.

Ottobre duemiladieci: si decide di costruire un “termovalorizzatore” in una periferia di Secondlaif.

Febbraio duemilaundici: a due anni di distanza dal riconoscimento di Feisbuc come nazione, scoppia la crisi dei Banner: le risorse pubblicitarie non bastano più per tutti. L’Africa diventa Terzo Mondo per la seconda volta. E ancora una volta non gliene frega una cippa a nessuno.

Marzo duemilaundici: la crisi si inasprisce e ҐЭЇЉЏЌ (la sezione russa di Feisbuc) taglia le forniture di Banner agli altri paesi. Ci si rivolge sempre di più ai giacimenti di Banner del MediOriente.

Undici settembre duemilaundici: tutto il Web è scosso da un terribile attacco terroristico, in cui due virus kamikaze si schiantano contro i Server Gemelli, negli Space Uniti. Due giorni dopo, il presidente Homer W. Bush (pronipote di quell’altro) dichiara guerra al terrorismo.

Ottobre duemilaundici: visto che c’è, il presidente degli Space Uniti decide di invadere lo stato di Maispeis, sulla base di un presunto possesso di Armi di Distrazione di Massa. Tom è ricercato e giustiziato. Quelle stesse armi non verranno mai trovate, ma tuttora l’invasione continua.

Giugno duemiladodici: mentre gli altri stati sono alle prese con guerre più o meno (in)sensate, Feisbuc assume dittatorialmente il controllo del Web, istituendo Campi di Deconcentramento per ripulire il mondo dalle Reti Impure, a favore della superiore Rete Arianna. Pensare diventa un crimine.

Novembre duemiladodici: il sistema Maicrosoft che gestisce ormai tutto il Web, va in crash, scatta l’interruttore generale della corrente elettrica e si brucia un fusibile a causa di una lampadina difettosa: è la fine del Web, LaPocaLisse*.

Venticinque dicembre duemiladodici: i cieli si aprono ed una luce fortissima scende sulla Terra: è il tecnico dell’Enel che chiede se serve una mano…

*: libera citazione dal pensiero PseudoCristiano.

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Star Trash

13 02 2009

Notizia del giorno: “Collisione in orbita tra satelliti”.

Viviamo nell’era delle comunicazioni facili: tivù, radio, telefonini, messaggini, squillini e faccine; essemmesse, Emmessenne, e-mail, blog e chat; Maispeis, Feisbuc, community, forum e newsgroup.

Appuntiamo la lista della spesa sul cellulare, manifestiamo via web, facciamo videoconferenze, conosciamo amici nuovi con Maispeis, li perdiamo per una discussione su Emmessenne e poi li ritroviamo con Feisbuc.

Al giorno d’oggi la comunicazione è tutto.

Eppure viviamo in palazzi abitati da sconosciuti, comunichiamo con colpi di clacson e non salutiamo nemmeno il casellante che ci dà il resto.

La maggior parte della gente non ha mai saputo leggere un atlante stradale, ma oggi hanno tutti il navigatore satellitare, quello che ti dice se devi girare a destra, tra quanti chilometri sarai arrivato e a che velocità media ci sei arrivato. E se sbagli strada è colpa della mappa non aggiornata, perché mentre guardavi il navigatore aspettando istruzioni, non hai visto il cartello con la scritta “SEI ARRIVATO”.

Comunicare non è mai stato così facile.

Fino a quando uno stronzo di satellite americano non rispetta la precedenza, e ne tampona uno russo in disuso.

E adesso chi ci mandiamo a raccogliere i pezzi di un ingorgo stellare sulla tangenziale dei tostapane volanti? Il candido Shuttle coperto di mattonelle? Seee, come l’ultima volta…

Un medio saluto digitale terrestre a tutti i parcheggiatori abusivi di satelliti rottamati.

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