Notizia del giorno: “Collisione in orbita tra satelliti”.

Viviamo nell’era delle comunicazioni facili: tivù, radio, telefonini, messaggini, squillini e faccine; essemmesse, Emmessenne, e-mail, blog e chat; Maispeis, Feisbuc, community, forum e newsgroup.

Appuntiamo la lista della spesa sul cellulare, manifestiamo via web, facciamo videoconferenze, conosciamo amici nuovi con Maispeis, li perdiamo per una discussione su Emmessenne e poi li ritroviamo con Feisbuc.

Al giorno d’oggi la comunicazione è tutto.

Eppure viviamo in palazzi abitati da sconosciuti, comunichiamo con colpi di clacson e non salutiamo nemmeno il casellante che ci dà il resto.

La maggior parte della gente non ha mai saputo leggere un atlante stradale, ma oggi hanno tutti il navigatore satellitare, quello che ti dice se devi girare a destra, tra quanti chilometri sarai arrivato e a che velocità media ci sei arrivato. E se sbagli strada è colpa della mappa non aggiornata, perché mentre guardavi il navigatore aspettando istruzioni, non hai visto il cartello con la scritta “SEI ARRIVATO”.

Comunicare non è mai stato così facile.

Fino a quando uno stronzo di satellite americano non rispetta la precedenza, e ne tampona uno russo in disuso.

E adesso chi ci mandiamo a raccogliere i pezzi di un ingorgo stellare sulla tangenziale dei tostapane volanti? Il candido Shuttle coperto di mattonelle? Seee, come l’ultima volta…

Un medio saluto digitale terrestre a tutti i parcheggiatori abusivi di satelliti rottamati.

IMALATIDIMENTE