Fuori c’è il sole.

Dentro no. Accendo la luce.

Cassonetti appiccicosi. Traffico. Cartelloni pubblicitari. Pedoni indifferenti nell’indifferenza dei pedoni. E sole. Ma freddo. Di febbraio. L’occhio forza una finestra; è violazione di proprietà privata se guardo in una casa dalla finestra? È violazione della privacy? È una violazione?

Salotto con tivù. Nella tivù qualcosa tipo il Grande Fratello. Sul divano la piccola sorella. Lei lo guarda. È una violazione?

Sul tetto c’è l’antenna e sull’antenna c’è un piccione e sul piccione…sul piccione non c’è niente. Il Grande Fratello arriva alla piccola sorella attraverso un piccione…

Che mondo di merda; c’è così tanta roba di cui lamentarsi che non ci si può più nemmeno lamentare. Questa è una violazione.

Al supermercato compro le merendine; quando hanno smesso di mettere le sorprese nelle merendine? La mia generazione è cresciuta con le sorprese delle merendine… E si vede.

Sulla parete di un grande palazzo c’è una grande pubblicità; non mi sono mai piaciute molto le pubblicità, quindi giro pagina e passo al palazzo successivo. Erano più comodi i giornali di carta.

Semaforo rosso. Macchina bianca, macchina blu, taxi, furgone bianco, scooter, taxi, scooter, scooter, taxi dietro lo scooter, macchina rossa, scooter, taxi sullo scooter. Ambulanza.

Dove andremo a finire? Pronto? Pron…mi senti? Ho detto: dove andremo a finire? Pronto? Pronto?!…

Batteria scarica. Ho finito il credito. Ti mando un messaggino. No, fammi uno squillo. Ti mando un fax. Un fax?! No, mandami una mail. Ti chiedo l’amicizia su Feisbuc. Su che?! Ok, ti mando un messaggino. Sì, ma prima fammi uno squillo. Come hai detto che ti chiami?…

Il sole cala. Il piccione è sempre sull’antenna. Il Grande Fratello è ancora in tivù. Le sorprese non sono più nelle merendine. Le pubblicità sono sui muri e gli scooter sono all’ospedale. E non ci si può lamentare di nulla, perché c’è un sacco di roba di cui lamentarsi.

Spengo la luce.

IMALATIDIMENTE