Io ho un amico; lui è Nessuno.

Nessuno vive nel territorio di Nulla.

Nel Nulla tutti sono Nessuno, ma non è un problema; nel Nulla non c’è nessun problema.

Tutti i Nessuno di Nulla hanno un lavoro qualificato: tutti esperti di Niente.

Nel Nulla, Niente tiene occupati tutti; tutti i Nessuno.

La giornata di Nessuno comincia con una colazione veloce, molto veloce, soprattutto considerando che è fatta di Poco; nel Nulla non esistono tanti cibi: nel Nulla si mangia unicamente Poco.

Quando è ora, Nessuno va al lavoro: tutto il giorno a fare Niente.

Fare Niente è impegnativo e crea stanchezza e disagio sociale, quindi Nessuno, dopo il lavoro, si dedica al proprio passatempo preferito: la Tivù.

La Tivù è una manna per gli abitanti di Nulla: senza la Tivù, Nessuno si annoierebbe.

Vivere nel Nulla è una scelta, e Nessuno è felice.

Già il solo fatto d’essere bravo in Niente, rende Nessuno fiero di sé.

E poi c’è la Tivù…

È stato proprio grazie alla Tivù che io ho conosciuto Nessuno: me ne stavo seduto comodamente sul mio divano guardando la Tivù (perché la Tivù è ovunque, non solo nel Nulla), ed ho visto un programma che parlava del Nulla. Vedere il Nulla in Tivù, sentir parlare di Poco e di Niente, mi ha fatto venire voglia di conoscere Nessuno.

Così ho spedito una cartolina a Nessuno, ma siccome nel Nulla sono tutti Nessuno, il postino ha portato una cartolina ad ogni Nessuno del Nulla. Essì, infatti nel Nulla, esiste un solo indirizzo: via Qualunque n°0, Nulla.

Il vantaggio del Nulla, è che se conosci Nessuno allora conosci tutti; tutti i Nessuno del Nulla. Questo facilita molto la vita nel Nulla, e ne fa una comunità modello; infatti, quando succede qualcosa di grave, si può stare certi che è colpa di Nessuno, così si trova subito il colpevole, ovvero Nessuno.

Anche il fatto che Nessuno sia impiegato in Niente è un vantaggio, perché Nessuno fa Niente, quindi il problema del lavoro non esiste.

Nel Nulla non esistono i problemi che ci sono nel resto del mondo; per esempio, la fame nel Nulla è stata sconfitta con Poco; siccome nel Nulla Nessuno mangia Poco, e nel Nulla c’è abbastanza Poco per Nessuno, allora il problema della fame non esiste.

Nemmeno la guerra è un problema nel Nulla: infatti, nel Nulla, nessuno odia Nessuno, anche se Nessuno ama nessuno; in ogni caso, anche se nel Nulla scoppiasse una guerra, Nessuno sparerebbe a Nessuno, e Nessuno rimarrebbe ferito… Ma questo accadrebbe nel Nulla, quindi sarebbe un problema di Nessuno.

Insomma, vivere nel Nulla è una pacchia: si mangia Poco, ci si dedica a Niente e si è Nessuno.

Vivere nel Nulla è una scelta che Nessuno ha fatto, ed è tutto merito della Tivù.

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