La cameriera sceglie i suoi passi come un gatto sul filo per stendere la biancheria, in bilico tra palazzi tesi verso il cielo e precipitati sull’asfalto di una città assordata dal silenzio di parole sciolte dal guinzaglio del pensiero, in continuo pericolo di caduta imminente, come la pioggia di Maggio.
La cameriera scivola tra i clienti come uno sguardo in cerca di un bersaglio, puntando la fine del percorso con inarrestabile determinazione, coi capelli agitati dal vento di un cielo che sfugge lontano, in alto, mentre lei cade in un salto, seguendo il percorso scelto dal suo sguardo che scivola tra i clienti.
E quando arriva mi regala felicità in pillole, ricordandomi che tutto ha un prezzo…

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