Urge coscienza del fatto che la riproduzione è lo scopo ultimo.

Scopo non a caso (scelta del fine che giustifica l’atto).

Figli: prolungamento temporale in forma treddì di noistessi; la solita illusione che sia possibile fottere la morte è dietro l’angolo. D’altro canto, fottere la morte non produrrebbe risultati vitali.

Repulsione diffusa e dilagante verso progenie e giocattoli sparsi per casa, ma alla fine tutti si trovano a fare i conti con la data di scadenza, la propria, quella che imprime moto rotativo ondulante al pensiero che “fare figli forse non è poi tanto male”. Autoconvincimento per la continuità della specie. Chi non ci casca sarà selezionato all’atto del trapasso (in compenso potrà spendere tutti i propri risparmi senza preoccuparsi di lasciare un’eredità).

I figli sono il diminutivo di noistessi.

Ed io odio i diminutivi!

Malgrado tutto ciò, la vita continua, nella sua assurda ed inaspettata manifestazione umana, tra blogger che minacciano di figliare, e lettori di blogger che figliano e basta.

I più convinti oppositori si faranno un nodo alle gonadi; poi, un giorno sentiranno dire che, secondo i Maya, il mondo finirà nel 2012…E vuoi che davanti alla prospettiva di un domani inesistente pieno di assenza di conseguenze, non si facciano una bella scopata?!

Viviamo tutti nell’attesa di vedere la loro faccia a capodanno 2013…

Saluti e gameti per tutti!

*: da uno scambio con SunOfYork

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