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Ecco un piccolo assaggio per farvi venire l’acquolina al cervelletto, tratto da “ZERO”, il mio nuovo libro:

Cielo senza nuvole. Giornata serena e fresca.
Le solite bombe esplodono nei soliti posti.
I soliti rumori coprono tutto.
Pubblicità.
Decido di andare a piedi e attraverso la strada.
[...]
Luce. Un'altra volta.
Inizia un nuovo giorno nel mondo dei tutti normali, nel mondo in cui l'aria che respiriamo è la stessa che esce dal tubo di scarico del vicino, quello che nella corsia a fianco si sta mettendo le dita nel naso in cerca di realizzazione e successo.
Come ormai accade spesso ultimamente, il sole, anche oggi, si rifiuta di disegnare ombre nette e decise, come se la pigrizia di vivere avesse contagiato pure lui.
La luna tarda ad andarsene, sbiadita nel cielo grigio della grande città fumosa, rumorosa, frettolosa e chissà cosa.
I cani corrono tra le auto parcheggiate, ultimi e tardivi randagi in cerca di vita, quella che sfugge lentamente al mesto suono del brontolio di uno stomaco rassegnato alla disoccupazione. Rapide ombre in fuga tra sagome di lamiera parcheggiate malamente, ricoperte dal biancogrigio guano di infiniti stormi di piccoli uccelli che, durante la notte, sostano sulle rare file di alberi rinsecchiti della metropoli...
[...]
Riverso in strada ciò che rimane di me, aprendomi la via nel torrido clima urbanoestivo. Sento che posso farcela.
Vedo la gente cadere sotto i colpi dell'ultravioletto, ma per poco: gli occhiali da sole sudano con me e velano l'immagine. A pochi metri da casa mi sento un tuareg senza cammello: sento i piedi affondare nella sabbia e mi fermo al semaforo scambiandolo per un cactus. Quando scatta il verde ho visioni di oasi, e mi chiedo se sia tutto un'allucinazione. Nel dubbio miro al miraggio ed allungo il passo; più della gamba.
Sagome che si muovono nel labirinto delle regole, nell'universalmente noto e nel comunemente riconosciuto, senza destare sospetti o lasciare tracce.
[...]
L'aria è condizionata; e mi raggela. Brivido di freddo piacere che placa l'ansimante voglia di porre fine a qualcosa; qualsiasi cosa. Dalla torretta  grido la carica, ma ho finito le munizioni: oggi niente spari. Innalzo bandiera bianca ed attendo i soccorsi. Nell'attesa mi perdo tra scarpe e cani, su un piazzale di porfido che alla fine della giornata conterà più vittime della Normandia. Firmo un trattato di pace su due piedi che, fuggendo a lunghi passi, lasciano spazio a crimini di guerra.
Merda di cane sul sagrato; le armi batteriologiche sono alle porte. Gelato al pistacchio in caduta libera da un cono sorretto da una bambina versione ministatuadellalibertà; l'impatto scioglie il guinzaglio dell'onda d'urto: radiazione di pistacchio tutt'intorno, e tutto si piega alla stasi; l'atomica è sempre stata una soluzione definitiva.
[...]
Non tutti i mali vengono per nuocere; ma una mezza idea ce l'hanno. Serve una cura.
Il morboso morbo ammorba morbidamente la mente del paziente che, incurante dell'ambulante deambulante sull'ambulanza, impazzisce di pazienza nella tesa attesa del dottore che fa spesa. Carta o Bancomat? Faccia lei alla faccia mia, tanto il conto è salato e la finanza fila liscia come l'olio.
Ho la mosca al naso ed il pepe al culo; con un rametto di rosmarino mi sentirei da re.
Dio salvia la regina!
[...]
Cielo senza nuvole.
Assenza di rumori.
Pubblicità.
Sono un corpo steso sull'asfalto.

…e questo è solo un assaggio. Scopri il mondo di “ZERO” su www.imalatidimente.it

IMALATIDIMENTE


Finalmente è arrivato il nuovo libro. Adesso tocca a voi leggere e commentare.

Il libro è acquistabile sul sito www.imalatidimente.it, oppure contattandomi personalmente all’indirizzo supportiamoimalatidimente@gmail.com, o (per chi ha il mio numero) via telefono, o direttamente per strada, al bar, dal macellaio, dal parrucchiere, al manicomio…

Vi aspetto!

Da un altro mondo

Viviamo in un mondo complesso, fatto di cose quotidiane e particolari straordinari, zeppo di cose che sfuggono, veloce come l’acqua dello sciacquone, apparentemente immobile ed inerte come un cactus sotto il sole.
Se venissi da un altro mondo, se questo mondo ti fosse sconosciuto, se lo vedessi con occhi estranei, cosa penseresti? Cosa racconteresti al tuo ritorno? Cosa ti porteresti via e cosa cambieresti? Se la tua mente fosse un altro mondo, quanto ti sentiresti alieno?

Figlianza

Urge coscienza del fatto che la riproduzione è lo scopo ultimo.

Scopo non a caso (scelta del fine che giustifica l’atto).

Figli: prolungamento temporale in forma treddì di noistessi; la solita illusione che sia possibile fottere la morte è dietro l’angolo. D’altro canto, fottere la morte non produrrebbe risultati vitali.

Repulsione diffusa e dilagante verso progenie e giocattoli sparsi per casa, ma alla fine tutti si trovano a fare i conti con la data di scadenza, la propria, quella che imprime moto rotativo ondulante al pensiero che “fare figli forse non è poi tanto male”. Autoconvincimento per la continuità della specie. Chi non ci casca sarà selezionato all’atto del trapasso (in compenso potrà spendere tutti i propri risparmi senza preoccuparsi di lasciare un’eredità).

I figli sono il diminutivo di noistessi.

Ed io odio i diminutivi!

Malgrado tutto ciò, la vita continua, nella sua assurda ed inaspettata manifestazione umana, tra blogger che minacciano di figliare, e lettori di blogger che figliano e basta.

I più convinti oppositori si faranno un nodo alle gonadi; poi, un giorno sentiranno dire che, secondo i Maya, il mondo finirà nel 2012…E vuoi che davanti alla prospettiva di un domani inesistente pieno di assenza di conseguenze, non si facciano una bella scopata?!

Viviamo tutti nell’attesa di vedere la loro faccia a capodanno 2013…

Saluti e gameti per tutti!

*: da uno scambio con SunOfYork

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Volevamo un mondo diverso

E vaglielo a spiegare al mondo dei “grandi” che noi si vive diverso perché sono altri tempi, perché non c’è più il dopoguerra con la fame e la miseria, non c’è più il boom economico che si fanno due lavori per quattro lire da mettere da parte, così poi ti compri la macchina, la casa, ti fai la famiglia, ti sistemi per la vita in attesa del riposo e la pensione, per i figli, per un mondo migliore, perché “loro non devono passare quello che ho passato io”

E vaglielo a spiegare al mondo dei “grandi” che noi viviamo in un modo diverso perché abbiamo un diverso mondo, perché la guerra c’è tutti i giorni, nelle strade, al lavoro, in tivù, sui giornali, nelle case, nella testa e nelle mani, che il boom economico s’è consumato come una candela, e adesso che tutti abbiamo studiato “per avere più possibilità”, ci ritroviamo a lavorare nei call center, a fare i camerieri, i saldatori, i maledetti disoccupatilaureati che s’accontentano di fare un dottorato all’università per quattro euro perché c’è solo quello, così ci compriamo da mangiare, le sigarette, una macchina che finiremo di pagare tra dieci anni, consumando benzina cara come l’oro, respirando aria pesante come il piombo, vivendo con un tumore che cresce dentro come un figlio, che sarà l’unica certezza che avremo, l’unica famiglia, perché i genitori divorziano, le famiglie si sfasciano, i figli piangono bevono si drogano e collassano su un lurido marciapiede di periferia, con gli psicofarmaci in tasca, con la rabbia nella testa, senza un dio che li guardi, senza un mondo da dare a figli per cui lottare, perché “loro non devono passare quello che ho passato io”

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Lifting

Un po’ perché volevo rinnovare, un po’ perché non avevo niente di meglio da fare, ho rifatto la faccia al blog.

A me sembra più funzionale del precedente, soprattutto perché ho aggiunto un paio di cosine che si scopriranno nei prossimi giorni.

E’ aperta la raccolta indifferenziata di complimenti, suggerimenti, insulti, imprecazioni. Fatevi sotto. Ma anche sopra.

IMALATIDIMENTE

Oggi sono strano

C’era una volta, ed ora non c’è più; c’era una volta ed ora c’è una colonna; la colonna sonora di una volta che non c’è più s’è persa nel buio di una stanza mortuaria senza morto.

Chi sei tu? Chi sono io?

Intolleranza agli sconosciuti che si ripercuote per punizione più e più volte.

Dammi uno schiaffo.

No.

Tilt…

Siamo in vicolo cieco che non sa dove va.

Odio la psicanalisi; se ci riprovi rinfodero la pazienza e scrivo un nuovo finale…

ps: odio quelli che credono d’aver capito!

IMALATIDIMENTE

StatisticaMente #2

…e non è finita qui!

Sulla scia del precedente articolo, quello in cui notavo che un mio visitatore giunse al mio blog attraverso un motore di ricerca, cercando “donne che giocando con i loro cani finiscono per scopare”, sono andato a controllare più approfonditamente le statistiche, con risultati che meritano di essere divulgati, vuoi perché sono curiosi, o perché assurdi, o perché vien da chiedersi quale devastante parassita soggiorna nelle scatole craniche delle persone.

Di seguito riporto una breve selezione delle “migliori” ricerche che hanno portato dei malcapitati sul mio sito; tutto assolutamente vero. Buon divertimento!

Quelli che i cani…:

–          “giochi con cani supereroi”…ma che cane ha questo?!?

–          “il cane non si regge più sulle zampe”…forse è ora di cambiarlo

–          “pensiero per un cane”…ecco perché non si reggeva più sulle zampe

–          “come far sentire più caldo a un cane”…hai provato col microonde?

–          “come si chiamano i cani con occhi grandi”…deformi?

–          “come non far fare buche al cane”…prova a tenerlo sull’asfalto

–          “i cani che esistono”…da distinguere da quelli che non esistono

–          “cosa succede se un cane mangia un fazzoletto”…ecco, questo vorrei saperlo anch’io

–          “bulldog monolocale -annunci -gratuiti -“…questo nemmeno lo commento

I più curiosi:

–          “bambino che piscia sul pacchetto delle camel”…ma cosa cerca la gente su Google?

–          “animali che hanno muscoli che si muovono”…solo perché sono vivi

–          “essere intelligenti in un mondo di merda”…questo sembra il titolo di un mio pezzo

–          “costruire una cintura da supereroe”…questo è sicuramente un nerd

–          “come costruire un forno con un ombrello”…ok che su internet si trova di tutto, ma questo mi pare troppo

–          “un pensiero per Gesù bambino”…sono proprio curioso di vedere che risultati mi dà Google e, soprattutto, come questo conduce al mio sito

–          “bisogno di affetto come colmarlo”…questo cercava sicuramente un sito porno

–          “quando usare cravatta a righe”…a questo punto suppongo che ci sia anche chi cerca in rete come si usa la forchetta

I migliori:

–          “scossa al pene”…ricerca dell’estremo o goffo tentativo di suicidio?

–          “non posso uscire dal parcheggio”…la richiesta d’aiuto

–          “come sarebbe il mondo ricoperto di merda”…sicuramente meno ospitale

O il mio sito è una buca in cui rotolano tutti gli squilibrati, oppure devo rivedere le parole chiave…

IMALATIDIMENTE

StatisticaMente #1

…ed avvenne che, dando un’occhiata alle statistiche del blog, scoprii che qualcuno giunse a me cercando in un motore di ricerca “donne che giocando con i loro cani finiscono scopando”

Amo la varietà dei miei lettori!

IMALATIDIMENTE

L’autobus è in ritardo; le cose non vanno come dovrebbero; potrei dire che va male, ma non mi lamento.
Le strisce pedonali attendono parallele il proprio turno, nel pieno diritto di alternarsi al sole.
Il semaforo manifesta silenzioso la propria autorità, ma si sottomette al canto della sirena che sfreccia ululante.
Riattacco il telefono, sospiro, ed arriva l’autobus.

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