Tag Archive: odio


Ultimatum

Sentire le mani addosso del mondo che tasta le tasche in cerca di gioia altrui da predare, di rabbia da schiacciare, di dolore da succhiare, produce reazione stizzosa convulsa di mani contratte che stringon contratti di fiducia tradita strizzata e spremuta, lasciata cadere su strade battute da puttane dell’amicizia facile, gratuita come la morte, sporca come la vita di chi tradisce e manca di rispetto al tranquillo viandante di un mondo imperfetto solcata da navi di laidi e presunti amici.
Non mi toccare, non mi guardare, non mi parlare, ascoltare, chiamare, pregare, amare.
L’unica cosa che devi fare è PENSARE!
E questa è l’ultima volta che te lo dico, uomo.
IMALATIDIMENTE
Annunci

Volevamo un mondo diverso

E vaglielo a spiegare al mondo dei “grandi” che noi si vive diverso perché sono altri tempi, perché non c’è più il dopoguerra con la fame e la miseria, non c’è più il boom economico che si fanno due lavori per quattro lire da mettere da parte, così poi ti compri la macchina, la casa, ti fai la famiglia, ti sistemi per la vita in attesa del riposo e la pensione, per i figli, per un mondo migliore, perché “loro non devono passare quello che ho passato io”

E vaglielo a spiegare al mondo dei “grandi” che noi viviamo in un modo diverso perché abbiamo un diverso mondo, perché la guerra c’è tutti i giorni, nelle strade, al lavoro, in tivù, sui giornali, nelle case, nella testa e nelle mani, che il boom economico s’è consumato come una candela, e adesso che tutti abbiamo studiato “per avere più possibilità”, ci ritroviamo a lavorare nei call center, a fare i camerieri, i saldatori, i maledetti disoccupatilaureati che s’accontentano di fare un dottorato all’università per quattro euro perché c’è solo quello, così ci compriamo da mangiare, le sigarette, una macchina che finiremo di pagare tra dieci anni, consumando benzina cara come l’oro, respirando aria pesante come il piombo, vivendo con un tumore che cresce dentro come un figlio, che sarà l’unica certezza che avremo, l’unica famiglia, perché i genitori divorziano, le famiglie si sfasciano, i figli piangono bevono si drogano e collassano su un lurido marciapiede di periferia, con gli psicofarmaci in tasca, con la rabbia nella testa, senza un dio che li guardi, senza un mondo da dare a figli per cui lottare, perché “loro non devono passare quello che ho passato io”

IMALATIDIMENTE

Nuovo libro in arrivo

Photobucket

Cosa succede se l’inizio si rivela essere la fine, se la fine è solo l’inizio, se tutto il mondo che credevi essere vero si dimostra una mera scenografia di un teatro in cui sei l’unico attore di una commedia tragicomica chiamata vita, in cui anche la morte sembra essere una finzione?

Cosa succede quando il tuo mondo grigio fatto di traffico, strisce pedonali, pubblicità e televisioni che dettano le regole di un’esistenza fatta di certezze, viene attraversato dal sospetto che forse tutto esiste solo dentro di te, e che forse tu non esisti davvero in questo mondo?

La storia quasi vera di un uomo qualunque in una qualunque città senza tempo, che si ritrova a vagare nelle proprie psicosi, fobie e visionari sospetti, isolato in un mondo interiore il cui unico colore è il biondo dei capelli di una sconosciuta, unica vera interlocutrice di un’esistenza silenziosa, che condurrà all’urgenza di rovesciare il corso di una vita mai vissuta veramente, tingendo la logica di allucinazioni colorate, capaci di tracciare il percorso che scivola verso una fine che sa di inizio, un inizio che sembra fine, riportando tutto a zero.

Spine

Dal buio una sagoma veloce attraversa il bianco fascio di luce di due fari gemelli.

“Stupide nutrie! Stupide, sporche ed antipatiche!” – borbottìo di riccio che rovista tra le foglie.

“Solo i buchi sanno fare; buchi, buchi, buchi, sempre buchi.” – stizza di riccio che sbuca dalla foresta.

“Stupide nutrie! Non sanno nemmeno attraversare la strada senza farsi schiacc…” – silenzio di riccio.

Nel buio una sagoma immobile sosta sulla nera striscia d’asfalto.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
“…meeerda, una spina nella zampa!” – imprecazione di riccio che zoppica verso la foresta.

IMALATIDIMENTE

Odio feisbuc… O dio feisbuc…